Per cosa combatte il Tibet

ENZO BIANCHI (articolo tratto da: www.lastampa.it)

Etichettando come nemici le autorità cinesi, potremmo pronunciare una ipocrita condanna della loro brutalità, ma non è così che si ottengono la pace e l’armonia». Risuonano tragicamente attuali queste parole che il Dalai Lama va ripetendo ormai da 50 anni – una delle occasioni più vicine a noi nello spazio e nel tempo è stata la sua conferenza a Milano nel dicembre scorso su «La pace interiore e la nonviolenza» – ma proprio per questo il poco che ci è dato di conoscere degli eventi di questi giorni in Tibet riveste una drammaticità estrema.

Un popolo pacifico, con una propria lingua e cultura – intesa come modo di porsi di fronte agli eventi della vita quotidiana e alle attese ideali – con una religione intrinsecamente nonviolenta, subisce da decenni aggressioni di ogni tipo, le più pericolose delle quali sono quelli interiori e morali: il fatto che periodicamente folle di giovani e meno giovani, di monaci e di civili si ribellino con proteste prive di qualsiasi possibilità di successo, andando incontro a feroci repressioni, può sorprendere noi occidentali così devoti al calcolo, all’opportunismo e alla Realpolitik, ma dovremmo chiederci se in queste sommosse, regolarmente soffocate nel sangue, non ci sia qualcosa di più profondo della forza della disperazione, qualcosa di ben più nobile di una umana, comprensibilissima esasperazione.

C’è, io credo, un’affermazione forte di una vita «altrimenti», di una diversità che non accetta di scomparire: decenni di indottrinamento ateista non hanno arrestato il crescere della popolazione nei monasteri, le uniche comunità umane che aumentano i propri membri non per generazione fisica ma per libera adesione interiore; anni di sistematica immissione di migliaia di persone di etnia, lingua e costumi diversi non hanno intaccato l’identità profonda di un popolo; lo sfruttamento violento e sistematico del sottosuolo e l’emarginazione della pastorizia non hanno minato il rapporto dei tibetani con la loro terra, così come non lo ha attenuato l’esilio obbligato cui sono stati costretti a milioni; la chiassosa invadenza del capitalismo di Stato e il volgare fascino del «mercato» con i suoi miti non riescono a sfondare al di là delle strade commerciali delle città principali.

È proprio questa vita tenacemente differente che ha sussulti periodici di riaffermazione, sussulti che non tengono conto di strategie o tempistiche «ragionevoli», ma che sono come l’incontenibile ricerca della boccata di ossigeno di chi è costretto a vivere in apnea: in simili condizioni non si calcola se nei polmoni invece dell’aria rischia di entrare acqua, fango o terra, non si riflette se il risultato può essere una repressione ancora più dura; si anela unicamente all’ossigeno, a quell’aria pura che è il proprio patrimonio vitale. Credo che i monaci e i civili tibetani non si ribellano nella vana speranza che il mondo occidentale metta da parte i propri interessi mercantili e obblighi la Cina ad alcunché: ben conoscono, per averli sperimentati a più riprese, la nostra attitudine ai silenzi complici, il nostro gridare sterili condanne di principio, il nostro imbarazzato calcolo di opportunità e commerci, la nostra capacità di voltare la testa dall’altra parte, il nostro desiderio che lo spettacolo, anche olimpico, continui. No, si ribellano per affermare – costi quel che costi, al di là di ogni ragionevole speranza – che ci sono principi per cui vale la pena vivere e morire, si rivoltano per ribadire che esiste «qualcosa per cui vivere, abbastanza grande per cui morire», manifestano per un’esigenza intima di giustizia, di affermare e compiere ciò che è giusto, a prescindere dalla possibilità effettiva di ottenere la giustizia invocata.

In questo senso il monachesimo è un fenomeno emblematico: i monaci del Tibet, come quelli birmani, come i bonzi del Vietnam, come i monaci cristiani in Algeria o in Iraq, sono uomini impegnati in una disciplina che tende all’umanizzazione di tutti attraverso la rinuncia al potere, al possesso, alla violenza, e perciò sono uomini che lottano ogni giorno per disarmare se stessi, per far tacere la propria aggressività e così indicare a tutti ciò che parrebbe utopico, senza luogo di realizzazione, ma che invece è possibile, anche se mondanamente non vincente. Sì, i veri monaci sono quasi sempre umiliati, a volte perseguitati ma, anche se obbligati a tacere, gridano con il loro silenzio la verità, una verità a servizio dell’uomo.

Ed è in questa prospettiva che mi paiono drammaticamente preoccupanti le notizie sulle violenze compiute non tanto dai monaci – infatti, nonostante la meticolosa cernita delle immagini compiuta dalla televisione di Stato cinese per imputare esclusivamente ai tibetani le violenze, l’unico gesto violento di cui è co-protagonista un monaco è l’abbattimento di una porta a calci – quanto da giovani tibetani nei giorni scorsi. Temo sia una crepa pericolosa nella cultura tibetana della nonviolenza, un sintomo di una certa presa che la violenza quotidianamente istillata in maniera più o meno esplicita comincia ad avere anche in un popolo a essa fondamentalmente alieno. Non ci è lecito giudicare dall’alto del nostro distacco fisico, emotivo e personale il comportamento di alcuni, relativamente pochissimi, manifestanti, ma dobbiamo temere il possibile degenerare della «forza» della nonviolenza in azioni violente: sarebbe davvero un tragico salto di qualità del «genocidio culturale» denunciato dal Dalai Lama.

Estremamente significativo in questo senso l’atteggiamento che sta tenendo il Dalai Lama in questi giorni: reiterata domanda di dialogo, riaffermazione della volontà di autonomia e non di indipendenza, nessun boicottaggio delle Olimpiadi e perfino disponibilità a dimettersi se la situazione dovesse finire fuori controllo: la verità della pace non può accettare di farsi servire dalla violenza. Sì, l’uccisione della diversità ostinata di una cultura di pace è quanto anche i tibetani temono ancor più della morte fisica.



Have your say

XHTML: You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>




Safari hates me

Biertje's favourite

Category Cloud

Dessert Events Footie house hunting Le ricette di Luigi News Night out Piatti unici Primi Piatti Thailand travel Various Welcome

Categories

Pages

Archives

Curious about how many read this blog?

  • 6,556 hits

Meta

Whant to read some of our lastest posts ?

What the h@#$ are you saying ?

Caterina on Pesto alla rucola
soipo on calcetto aggiornamento domenic…
Catalina on Chiang Mai : Primo giorno
Benjamin Rogers on Survive a Zombie Apocalyp…
vi on Bravo Vinz

RSS A’dam events !

  • Donderdag1 @ Bitterzoet 5 November 2009
    “DONDERDAG1 - “REGRET VRIJDAG2?” Thursday is just a weird day. Thursday is for impatient people who can not wait until Friday. It’s just not really weekend yet, but you can already smell it. After Thursday comes Friday. A day full of doubt and obligations. Thursday is for people who do not think too far ahead, and [...]
    Charlotte
  • Amsterdam Undiscovered @ Overtoom 141 5 November 2009
    Amsterdam Undiscovered: Under the Radar is a great series of nights to find the best of the Dutch music scene and the talents within it. This month -  Three new artists + Four great DJs are there for you to discover: 7th November - Dress and AwkwardI 14th November - Vicky Lovecat 27h November - Kinga Lita and [...]
    Charlotte
  • Museum Nacht @ Various Locations 5 November 2009
    Fancy dancing to some electro while next to Van Gogh or rocking out the robot whilst looking at The Anatomy Lesson of Dr.Tulip? .. Then we're your guide for this year's N8
    Charlotte
  • 1 Year Anniversary Party Party @ Museum of the Bohemian 5 November 2009
    Do something alternative this weekend… and do it eating cake! “Dear friends, Bohemians …. The Museum of the Bohemian is turning ONE. This Saturday 7th of November 2009 from 12 to 21 at Mezrab / Artcage Domselaerstraat 120 Amsterdam Oost celbrate we are going to our first bitrhday. This also means your birthday because this museum is [...]
    Charlotte
  • Hard Rock Karaoke @ Cafe Pakhuis Wilhemina 5 November 2009
    Nothing much more to say really.. apart from, someone should sing this, complete with make-up and we want pictures! Starts at 22.00, doors open at 20.00 and costs 5 euros
    Charlotte
  • Channel Zero @ Bitterzoet 5 November 2009
    “Mo’Videos! Mo’Videos! Mo’Videos! “You blind baby, you’re blind from the facts on who you are, cause you’re watching that garbage!” SP mixes video clips and you Embarking on a 5 hour audio visual Hip Hop journey taking you from the old to the new to some classic disco, funk, soul and r & b and right back [. […]
    Charlotte
  • The Blog Parties @ Winston Kingdom 5 November 2009
    The Blog Parties are back for their monthly installment of live music and rawwwking DJs.  Following the release of their album Get Young this weekend the delightful excitable indie pop from Boston group Pretty and Nice will be adorning theWinston Kingdom stage. Also in da ouse is DJ Dans le Rock and Kill All Hipsters [...]
    Charlotte
  • Legacy Kids Club @ Flexbar 5 November 2009
    Dutchies do it better - or so they say. See if they’re right or not tonight with a new Thursday night spectacular Legacy Kids Club at one of our favourite venues the Flexbar. Tonight the lineup includes: Jamie Fanatic, Sick Boy, Congo Rock and Eric Valentine And here’s “a short mix with dutch artists who are def worth [...]
    Charlotte
  • N8: The Jazzberry N8 Sessions @ Odeon Museum 5 November 2009
    Its Museum Nacht all over the place and if you’re in the mood for something different (depending on your usual tipple of music) then this suggestion might be for you. Nice. “This Saturday we have an official afterparty of the Odeon MuseumN8: The Jazz Sessions Berry n8. Dancing on the hottest beats live on stage created [...]
    Charlotte
  • The Horrors (S.C.U.M.) @ Melkweg 4 November 2009
    Pictures from last night's stunning Melkweg show from Britain's goth-synth band The Horrors
    Charlotte

Soipo’s twitter

I AMsterdam

Tears..

Let's do something crazy

09_11_07_Nederland, Amsterdaml, _001





More Photos

RSS The tecky corner